CARTOGRAFIA STORICA

Il porto di S. Nicolò nel 1526


Un disegno cinquecentesco dell’Archivio di Stato di Venezia illustra il porto di S. Nicolò poco prima della costruzione delle fortificazioni del Sanmicheli. I "due Castelli" hanno un aspetto festoso, coronati da torri, mura merlate e bandiere: a Nord del porto appaiono le isole delle Vignole e del Lazzaretto Nuovo. Importanti le palificate per la separazione delle acque dei porti e per la difesa delle rive e degli argini.




B.Bordone, Pianta della laguna nel 1528


L’incisione di Benedetto Bordone costituisce la più antica pianta a stampa della laguna, dove sono indicate con chiarezza tutte le isole principali che segnano i percorsi interni delle direttive del traffico lagunare. Si notino le palificade con funzioni di difesa idraulica.



 

L’immagine è quella di un’isola morfologicamente diversa da quella attuale. Si noti la posizione delle due isolette (S. Lazzaro e il Lazzaretto Vecchio) di fronte ai " Quattro Cantoni", la parte più stretta del Lido, che appaiono equidistanti rispetto alla linea di terra (oggi la sede del Casinò).

Pochi gli abitanti, dal numero esiguo di costruzioni presenti soprattutto nella fascia centrale e in quella a mare, sicuramente poveri contadini: il termine "vigna " appare un paio di volte; grande la sproporzione tra territorio e numero di casolari.

Il Lido nel 1559


Il Lido: pianta dei porti nel 1763

Da questa pianta che riproduce i porti del Lido e suoi scanni, possiamo trarre anche ulteriori informazioni relativi alla situazione fisica, politico-amministrativa, militare, economica e demografica dell’isola.

Dal punto di vista fisico, particolari sono i famosi scanni, grandi accumuli sommersi di sabbia trasportata in direzione Nord-Sud che impedivano l’attività portuale e daranno luogo alla costruzione delle grandi dighe foranee: nel 1838 quella degli Alberoni e nel 1882 quella di S. Nicolò. Uno scanno enorme, detto della Pissotta, è a nord (si noti dov’è indicato l’ingresso al porto di S. Nicolò) e un altro di simili proporzioni, detto di Sopravento, a sud.

Nel 1738, ma non appare ancora nella pianta, ha inizio l’edificazione della grande opera di difesa a mare dei Murazzi, formati da grandi pietre d’Istria, che seguono il litorale da oltre i Quattro Cantoni sino a Malamocco.

La superficie del Lido è variata, anche se di poco, dalla pianta precedente; arriverà a triplicarsi con le "sacche", delle colmate riempite con i fanghi provenienti dall’escavo dei canali, iniziate nel 1879 nel tratto S.M. Elisabetta - Malamocco.

Dal punto di vista militare esistono due grandi forti all’estremità dell’isola: quello di S. Nicolò, ricchissimo di storia, iniziato nell’XI secolo e quello degli Alberoni del XVII. Le grandi fortificazioni austriache inizieranno tra il 1840 e il 1860 e interesseranno la parte centrale dell’isola.

Il Lido, con l’isola di Poveglia fa parte del comune di Malamocco. Questo centro non è più l’antica città turrita, capitale del Dogato Veneziano; come appare in antiche mappe, è un comune poverissimo governato da un Sindaco e da Deputati. Nel 1883 entrerà a far parte del Comune di Venezia. Il Lido è una modestissima frazione semiabbandonata.

Gli abitanti sono esclusivamente agricoltori, con distinzioni sottili legate all’attività del fondo lavorato. Il loro numero non sfiorava le mille unità "che non ricavavano un bastante per vivere con mediocre comodità", ci riporta la cronaca dell’epoca. Relativamente al solo centro di Malamocco, c’ è chi si dedica " al rimorchio delle barche e al commercio". La proprietà terriera è divisa tra pochi possidenti, non più di cinque famiglie: la maggior parte degli ortolani sono affittuari.

Il Lido nel 1876

Osservando questa pianta senz’altro ci si rende conto delle enormi trasformazioni che sono avvenute all’inizio dell’ottocento.

All’estremità della strada comunale che da S. M. Elisabetta porta al mare ci sono gli Stabilimenti Bagni "Ex Fisola", ceduti dal Sig. Busetto, detto il Fisola, alla Società dei Bagni Lido. Alla sinistra si trovano altre due costruzioni analoghe: lo Stabilimento Bagni Popolari (creato dal Fisola nel 1867) e lo Stabilimento Bagni ex Delahante (sorto nel 1872). E’ comparsa in località Quattro Cantoni la fortezza delle Quattro Fontane e, nella fascia mediana, un po’ spostata a mare, una strada militare che dai pressi del forte S. Nicolò raggiunge la fortezza oltrepassandola: è la strada che collega il complesso di fortezze e di batterie lungo tutta la linea a mare, da S. Nicolò agli Alberoni.

A fianco della Fortezza delle Quattro Fontane sorge l’Ospizio Marino Veneto per i poveri scrofolosi, importante istituzione che avrà notevole significato nella vita dell’isola: l’inaugurazione aveva avuto luogo nel luglio del 1870.

Il Lido in una foto aerea del 1913

In questa eccezionale foto aerea, che si riferisce al tatto compreso tra S. Nicolò e le Quattro Fontane, vediamo un territorio del tutto diverso dalla analoga pianta del 1876: a uno sviluppo edilizio praticamente inesistente ne corrisponde uno avanzatissimo, specie nella zona mediana. Ricordiamo fra tutte la costruzione del Hotel Des Bains (1900) e dell’Excelsior Palace (1908). Dove c’erano fossi ora sono viali, strade, canali. La rete viaria si è sviluppata soprattutto in senso longitudinale e non si tratta più chiaramente di sentieri militari. Nel 1888, infatti, il Lido passa sotto il Comune di Venezia che, con l’acquisto di terreni dal Demanio, dalla Società dei Bagni e da privati, costruirà una strada a mare larga 10 metri a destra e a sinistra dello "Stabilimenti Bagni", e il famoso Gran Viale, prima ampio poco più di 4 metri, ma che dopo varie vicissitudini passa progressivamente a 17 metri, onde porre un binario per il primo servizio di tram a cavalli. Nel 1905 viene portato a circa 28 metri, per installarvi il tram elettrico a due binari.

Il Lido oggi

Questa è la parte settentrionale dell’isola, ancora oggi la più nota non solo per la sua vicinanza a Venezia (10 minuti), ma perché qui sono concentrati i grandi e lussuosi alberghi, la Mostra del Cinema, il Casinò e l’arenile più attrezzato. L’ampio Lungomare è uno dei pochi in Europa a non avere "cemento" alle spalle. Le case, purtroppo molte anche se non alte, sono in questo tratto ancora ordinate tra il verde dei viali e dei giardini, conferendo all’isola un aspetto sereno e tranquillo. Questo non è dovuto alla sua storia recente (basta percorrere il tratto dopo l’Excelsior Palace per capire cosa è successo dagli anni 1960 in poi), ma all’eccezionalità della sua posizione e alla naturale ricchezza del territorio, eletto da fine ottocento luogo di villeggiatura e residenza per una élite internazionale.

 

indietro