VISITA ALL’AZIENDA AGRICOLA DI VALLE DELL’AVERTO

Le valli da pesca

Le valli da pesca sono bacini poco profondi di acque salse o salmastre, chiusi da argini, in cui vengono allevate numerose specie di pesci e crostacei. Si trovano ai margini Nord e Sud della Laguna di Venezia e occupano circa 9.000 ettari, pari a 1/6 della superficie lagunare.

La vallicoltura è un’attività molto antica – risale ai primi insediamenti umani in laguna – che sfrutta i cicli migratori naturali di alcune specie di pesci: in primavera avviene la "montata", ovvero la risalita del novellame dal mare verso i bassi bacini salmastri delle valli; sbarrato loro il passaggio, rimangono "prigionieri" delle acque basse dove si nutrono per alcuni anni utilizzando la grande ricchezza alimentare dell'ambiente e crescendo con grande rapidità. Oggi, a causa della peggiore qualità delle acque, sempre più questa fase è integrata o sostituita dalla pratica dell’immissione in valle di avannotti di specie ittiche catturati in mare da pescatori specializzati, o acquistati da piscicoltori.

In autunno, quando il pesce tenderebbe a uscire dalla valle e a dirigersi verso il mare per la riproduzione (la cosiddetta "fraima"), regolando il flusso d'acqua lo si convoglia in una particolare struttura (il lavoriero) che funziona da trappola, dove i pesci sono selezionati per taglia e per tipo e catturati con le reti.

I "prodotti" più pregiati di questo tipo di piscicoltura sono branzini, orate e diverse specie di cefali che restano in valle uno o due anni e anguille, la cui crescita fino a taglie commerciabili richiede un periodo di circa cinque anni.

Il mantenimento delle condizioni ambientali ottimali per lo sviluppo dei pesci – livello dell’acqua, contenuto di salsedine, regolazione degli afflussi di acqua salmastra e dolce – richiede una grande esperienza e capacità da parte degli addetti: un patrimonio culturale che è anche una grande risorsa economica.

Le valli da pesca costituiscono anche un importante habitat per la nidificazione di alcune specie di uccelli - aironi, folaghe, alcune specie di anatre, e rapaci quali il falco di palude - attratti dagli specchi di acqua dolce, dai canneti e dai filari di alberi, oltre che dalla scarsa presenza umana, a testimonianza della possibilità di convivenza tra attività economiche e ambiente naturale.



Valle dell’Averto

La Valle dell’Averto è localizzata nella parte Sud della laguna di Venezia in prossimità di Lugo di Campagna Lupia, all'altezza del Km 110 della statale Romea, a una quindicina di Km da Mestre. La valle si estende per circa 500 ettari.



Questa splendida zona comprende vasti tratti di barena, canneti, specchi d'acqua più o meno salmastra, una fitta rete di larghi canali di scolo e regolazione delle acque e inoltre una notevole estensione di prato con residui boschivi di olmo, frassino, pioppo e salice oltre ad arbusti di varia specie.

Già di proprietà del conte Ancillotto, dopo la sua morte la valle è stata suddivisa tra l’oasi naturalistica di proprietà del WWF e l’Azienda agricola di Valle dell’Averto.

Tutta l’area della valle è soggetta a numerosi vincoli legislativi di tutela; in particolare è stata dichiarata zona di importanza naturalistica nazionale e internazionale ed è protetta come zona umida ai sensi della convenzione di Ramsar.

L’itinerario

Il nostro itinerario si svolge all’interno dell’Azienda agricola di Valle dell’Averto.

Uno dei motivi di interesse nella visita è il progetto produttivo innovativo predisposto dagli attuali proprietari, e in corso di realizzazione, che coniuga l’obiettivo della redditività dell’azienda con il ripristino e la valorizzazione dell’ambiente naturale.

Oltre alla tradizionale attività di vallicoltura, nell’azienda si pratica l’agricoltura biologica con produzione di ortaggi tipici dell’area lagunare quali carciofi e asparagi e vengono allevati animali da cortile, in particolare la "gallina di Polverara", una razza in via di estinzione tipica della zona, che rientra in un progetto di salvaguardia della Comunità Europea.

Con il sostegno di finanziamenti pubblici si sta ampliando l’area boschiva (che dovrebbe passare dagli attuali 2 ha a circa 6-7 ha); è stato realizzato inoltre uno specchio di acqua dolce per favorire la nidificazione e lo svernamento dell’avifauna e il suo studio, e si è provveduto alla semina di "colture a perdere", che rimangono cioè sul terreno (ad es. i girasoli) per farlo riposare e per l’alimentazione degli uccelli.

In prospettiva l’azienda si trasformerà in agriturismo, con strutture di ristorazione e ricettive ricavate dalla ristrutturazione degli edifici esistenti e la realizzazione di un centro di informazione e accoglienza dei visitatori.

I sentieri che abbiamo percorso ci hanno condotto attraverso peschiere di svernamento dei pesci, zone barenose e agricole, orti e aree boschive, in un ambiente dove i confini tra terra e acqua sono sfumati, segnati da esili argini e dove ambiente naturale e ambiente costruito si compenetrano, in un silenzio cui non siamo più abituati.

La mappa riporta l’itinerario della visita all’azienda; cliccando all’interno delle finestre numerate appariranno alcuni dei siti di maggior interesse incontrati.

L’azienda agricola Valle dell’Averto è visitabile tutto l’anno. E’ necessario prenotare la visita qualche giorno prima (tel.041/5185068); l’ingresso è a pagamento e costa tre euro a persona. Sono anche possibili visite guidate, organizzate dalla "Cooperativa Limosa Operatori Naturalistici" (tel.041/932003). L’azienda è raggiungibile sia con mezzi propri, sia con i bus di linea ATVO (direzione Chioggia). Si lascia la strada statale Romea presso Lugo di Campagna Lupia, all’altezza dell’indicazione turistica "Valle Averto" e si procede per circa ottocento metri lungo un’ampia sterrata che conduce all’ingresso dell’azienda.