PEGGY GUGGENHEIM E LA SUA VENEZIA


"Libertà, fantasia, piacere e gioia"



I LUOGHI DI PEGGY A VENEZIA


1) Ca' Venier dei Leoni
(Collezione Guggenheim)
2) Ca' Corner della Ca'     Granda
4) Ca' Farsetti 5) Palazzo Sagredo 6) Ca' Corner della Regina
7) Ca' Pesaro 8) Palazzo Labia 9) Ca' Vendramin Calergi
10) Palazzo Contarini       Corfù 11) "Squero" di S.         Trovaso 12) Palazzo Pisani Gritti
13) Ca' Giustinian 14) Museo Correr 15) "Fucina degli Angeli"
16) Ristorante all'Angelo 17) Museo Stotico Navale 18) Palazzo del Cinema al       Lido

PEGGY GUGGENHEIM

Peggy Guggenheim nasce a New York il 26 agosto1898 da Benjamin Guggenheim e Fiorette Seligman.

Benjamin Guggenheim, insieme ai sei fratelli e al padre Meyer (di origini svizzere), costruì la fortuna di famiglia alla fine del XIX secolo nell’industria dell’estrazione mineraria (argento, rame e acciaio). I Seligsman erano invece una fra le più importanti famiglie di banchieri americani. Entrambe le famiglie erano di religione ebrea. Peggy cresce a New York. Nell’aprile del 1912 il padre muore eroicamente nel naufragio del Titanic.

Ancora ventenne, Peggy lavora in una libreria di New York, la Sunswise Turn, frequentando e facendo amicizie nei circoli artistici e intellettuali della città, dove incontrerà anche l’uomo che diventerà il suo primo marito a Parigi nel 1922, Laurence Vail. Quest’esperienza la preparerà alla vita nell’ambiente dell’avanguardia artistica e letteraria europea.

Nel 1921 Peggy Guggenheim si reca in Europa. Grazie a Laurence Vail (il padre dei suoi due figli Sindbad e Pegeen, la pittrice), Peggy si trova presto a frequentare la Parigi bohemienne degli espatriati americani. Proprio in quegli anni posa per Man Ray e molte delle amicizie che stringe allora - con Constantin Brancusi, Djuna Barnes e Marcel Duchamp, ad esempio - dureranno per tutta la vita.

Benché resterà sempre in buoni rapporti con Vail, lo lascia nel 1928 per l’intellettuale inglese John Holms, che sarà il grande amore della sua vita. Holms morirà tragicamente, ancora giovane, nel 1934.

Nel 1937, Peggy Waldman, amica di Peggy, la incoraggia ad aprire una galleria d’arte a Londra.

Inaugurando la galleria "Guggenheim Jeune" a Londra, nel gennaio 1938, all’età di quarant’anni Peggy Guggenheim inizia una carriera che avrebbe influenzato in maniera significativa il corso dell’arte dell’ultimo dopoguerra. E’ Samuel Beckett che insiste affinché si interessi dell’arte contemporanea, in quanto "qualcosa di vivente", ed è un altro caro amico, Marcel Duchamp, che le presenta gli artisti e le insegna, come ella ebbe a dire, "la differenza tra l’arte astratta e surrealista" (citazioni tratte da Peggy Guggenheim una vita per l'arte).

Nel 1939 concepisce "l’idea di aprire un museo d’arte moderna a Londra" diretto da Herbert Read. Sin dall’inizio il museo si ispira a principi storici; un elenco degli artisti che debbono essere rappresentati, redatto da Herbert Read e successivamente revisionato da Marcel Duchamp e Nelle van Doesburg, forma la base della collezione. Nel 1939-40, ignorando apparentemente la guerra, Peggy Guggenheim acquista numerose opere per il futuro museo, determinata a "comprare un quadro al giorno". All’epoca acquista alcune delle opere tuttora nella collezione (Picabia, Braque, Dalì e Mondrian), e stupisce Lèger acquistando il suo quadro Uomini in città il giorno in cui Hitler invade la Norvegia. Acquista poi Uccello nello spazio di Brancusi mentre i tedeschi si avvicinano a Parigi, e solo allora si decide a ritornare nella nativa New York.
Nell’ottobre del 1942 Peggy Guggenheim inaugura a New York la propria galleria-museo "Art of This Century".

L’architetto Frederick Kiesler crea per l’occasione uno spazio espositivo molto particolare, grazie al quale la galleria diviene improvvisamente una delle più stimolanti sedi espositive di arte contemporanea di New York, dove espone la propria collezione di arte cubista, astratta e surrealista, che era omai sostanzialmente quella che tuttora possiamo ammirare a Venezia.

Nella galleria, Peggy presenta anche mostre temporanee dedicate ai maggiori artisti europei e a numerosi artisti americani allora sconosciuti, come Jackson Pollock, la "stella" della galleria, cui viene dedicata la prima personale alla fine del 1943.

Della serata inaugurale Peggy Guggenheim scrive: "Indossai un orecchino di Tanguy ed uno di Calder, per dimostrare la mia imparzialità tra l’arte surrealista e quella astratta".

Pollock e gli altri artisti esposti diventeranno i pionieri dell’Espressionismo Astratto americano, ispirato per larga parte al Surrealismo conosciuto proprio grazie alla galleria di Peggy Guggenheim (sposata con Max Ernst, decano dei pittori surrealisti, dal 1941 al 1943).

Da ricordare è anche l’appoggio e l’incoraggiamento che Peggy Guggenheim e il suo assistente Howard Putzel offrono ai membri della nascente avanguardia newyorkese. Peggy Guggenheim e la sua collezione svolgono perciò in questi anni un ruolo intermediario fondamentale nello sviluppo del primo movimento atistico americano di importanza internazionale.

Nel 1947 Peggy Guggenheim decide di ritornare in Europa, dove la sua collezione viene esposta per la prima volta alla Biennale di Venezia del 1948.

Acquista Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande a Venezia, dove si trasferisce con la sua collezione che apre nel 1949 al pubblico con una mostra di sculture in giardino.

La terribile acqua alta del Novembre 1966 non causò danni alla collezione di Peggy perché i quadri erano pronti per essere spediti a Stoccolma per una mostra. Solo il seminterrato fu invaso dall’acqua perché il palazzo è collocato nella parte più alta di Dorsoduro. Peggy fu molto attiva presso i comitati per la salvagurdia di Venezia. Infatti fu membro onorario di “Salvare Venezia” e donava moltissimo denaro ogni anno al primo presidente John MacAndrew.

Nel 1969 Peggy Guggenheim è invitata ad esporre la sua collezione al Museo Solomon R. Guggenheim di New York, e in quell’occasione decide di donare il proprio palazzo e le sue opere d’arte alla Fondazione Solomon R. Guggenheim (zio di Peggy).

Nel corso dei 30 anni che trascorre a Venezia Peggy Guggenheim continua ad aiutare vari artisti (quali Bacci e Tancredi) e ad acquistare opere d’arte. Muore all’età di 81 anni, il 23 dicembre 1979.
Le sue ceneri riposano nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni, nell’angolo dove era solita seppellire i suoi benamati cagnolini. Da allora la Fondazione Guggenheim ha trasformato la dimora di Peggy Guggenheim in uno dei maggiori musei d’arte moderna al mondo.

BILL CONGDON - Canal Grande

Per Peggy era il primo pittore dopo Turner ad aver capito l’animo di Venezia. Fu Bill Congdon a segnalare a Peggy nel 1952 Tancredi Parmeggiani e a chiederle di aiutarlo.

 






CARPACCIO - Miracolo della reliquia

Carpaccio era l’artista preferito da Peggy che, già nei suoi primi viaggi a Venezia, aveva imparato ad amare l’arte rinascimentale. Una volta, accompagnata da John Lorin, direttore artistico di Tiffany e suo grande amico, davanti ad una grande tela del Carpaccio cominciò ad eseguire veloci schizzi delle scarpe di uno dei personaggi del dipinto. Erano dei sandali con la punta ricurva, come delle gondole. Peggy ne ordinò al suo calzolaio molte paia di vari colori in modo da poterli abbinare ai suoi occhiali ed ai raffinati abiti Fortuny. Nella sua biografia Peggy dice: "A Venezia si devono indossare solo abiti fantastici, più il tuo abbigliamento è eccessivo più si conviene a questo luogo in cui il carnevale fu re incontrastato."